Cristiani e cittadini d’Europa

Costruire una cittadinanza responsabile: valori, idee, partecipazione

CRISTIANI E CITTADINI D’EUROPA

Un successo il primo seminario di studi promosso dal Movimento Cristiano Lavoratori della diocesi di Isernia-Venafro

 

di Agostino Francischelli

 

Il modo migliore per dialogare non è quello di parlare e discutere, ma quello di fare qualcosa insieme, di costruire insieme, di fare progetti: non da soli, tra cattolici, ma insieme a tutti coloro che hanno buona volontà”: è stata questa l’indicazione di Papa Francesco in occasione del Convegno Ecclesiale di Firenze del 2015 da cui è nata la volontà di lavorare insieme: l’Ufficio per la Pastorale sociale ed il lavoro della Diocesi di Isernia-Venafro e il Movimento Cristiano Lavoratori del Molise. Da questa sinergia è nata l’idea di proporre alla comunità diocesana un ciclo di incontri dedicati all’approfondimento di alcuni temi sociali analizzati alla luce della Dottrina Sociale della Chiesa.

Il primo appuntamento dal titolo Cristiani e cittadini d’Europa: Costruire una cittadinanza responsabile: valori, idee, partecipazione” si è svolto il 28 febbraio scorso con la partecipazione di Don Bruno Bignami, Direttore dell’Ufficio Nazionale per i problemi sociali e il lavoro della Conferenza Episcopale Italiana, con un intervento su “Giovani, lavoro e messaggio cristiano” e di S.E. Mons. Giancarlo Maria Bregantini, Arcivescovo metropolita della Diocesi di Campobasso-Bojano, con un intervento dal titolo “Il Molise guarda l’Europa”. Il ciclo di incontri ha incontrato anche l’adesione della Scuola teologica diocesana e dell’Ordine degli Avvocati della Provincia di Isernia.

Il titolo del convegno Cristiani e cittadini d’Europa è particolarmente significativo in una fase storica molto delicata per il futuro delle giovani generazioni, protagoniste di cambiamenti politici, sociali, digitali; cambiamenti che ci interrogano, ci interpellano, come cittadini ma anche come cristiani. Siamo infatti sempre più consapevoli del bisogno di dotarsi di una nuova “cassetta degli attrezzi” per governare questa metamorfosi in atto; un armamentario costruito con la pazienza e la fatica di chi sa discernere, di chi sa interpretare le trasformazioni in atto, senza condizionamenti ideologici.  Gli argomenti trattati dai relatori hanno questo tratto comune che li attraversa: vengono sviluppati con uno sguardo alla realtà territoriale locale ma al tempo stesso in una prospettiva che non può non volgersi al contesto più ampio e che condizionerà sempre più la nostra capacità di convivenza rappresentato dall’Europa.

Si è consapevoli che il contesto europeo rimane l’unico ambito nel quale poter affrontare le sfide future in un mondo sempre più globalizzato e con alcuni continenti che rischiano l’esplosione.

Una Europa però che va ripensata in alcuni suoi tratti costitutivi, per non essere più percepita come un ostile soggetto al servizio di gruppi di potere e della finanza ma come una istituzione che promuove un’economia al servizio dell’uomo e dei suoi valori di libertà e dignità.

Venendo all’argomento del primo incontro, Don Bruno Bignami ha sottolineato l’importanza dell’essere “comunità”, non dimenticando che storicamente i luoghi di lavoro si sono sempre sviluppati perché inseriti in un tessuto comunitario significativo; compito quindi della Chiesa quello di costruire una comunità significativa creando le condizioni perché si affronti il tema del lavoro in termini “generativi”. Il Direttore dell’Ufficio della CEI ha poi evidenziato come, accanto al grave fenomeno della disoccupazione vi è quello della fuga di giovani che cercano fortuna altrove, sottolineando come questo tema non può che essere trattato nella prospettiva di una valorizzazione dei territori locali senza la quale non si può generare futuro, generare lavoro. L’invito quindi ai giovani ad investire sulle proprie potenzialità ma anche su quelle del territorio in cui vivono.

Un ottimo esempio è dato dal Progetto Policoro della Chiesa Cattolica, progetto che tenta di affrontare la disoccupazione giovanile attraverso iniziative di formazione a una nuova cultura del lavoro, promuovendo e sostenendo imprenditorialità giovanile e costruendo rapporti di reciprocità tra le Chiese del Nord e quelle del Sud. Anche nella Diocesi di Isernia-Venafro da qualche anno alcuni giovani sono inseriti in questo Progetto con la volontà di superare quell’eterno atteggiamento di rassegnazione che alberga nel cuore del nostro povero territorio.

A seguire l’intervento dell’Arcivescovo Mons. Bregantini che ha illustrato il legame profondo tra la valorizzazione dei principi fondativi della Unione europea e la promozione delle ricchezze e tipicità locali, a partire dal patrimonio rappresentato dai nostri bellissimi borghi. I lavori si sono conclusi con l’intervento del Vescovo Mons. Cibotti il quale ha sottolineato, tra le altre cose, come la Chiesa locale è fortemente impegnata nel favorire iniziative in campo lavorativo che possano trattenere le persone sul territorio molisano. A questo proposito, in collaborazione con la Caritas diocesana, è stato promosso il progetto “Tutti in campo” che ha visto la realizzazione di Orti solidali con il contributo di una decina di famiglie indigenti.

Si è sempre più consapevoli della importanza che tutti gli attori del territorio: scuola, famiglia, Chiesa, politica, movimenti collaborino incessantemente per interpretare i fenomeni in atto, al fine di determinarne gli sviluppi e non rimanere semplici spettatori di una realtà in continua ed inesorabile trasformazione. Tutto ciò si renderà possibile solo se tutti questi soggetti, con spirito comunitario, saranno in grado “di fare qualcosa insieme, di costruire insieme, di fare progetti”, come indicatoci dal Santo Padre.

Al tema dell’Europa verrà dedicato il secondo appuntamento previsto per il 12 aprile.