13 Maggio 2026

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La Caritas Diocesana con gli studenti di Isernia

La Caritas Diocesana di Isernia ha risposto con gioia e partecipazione all’invito degli studenti di tutti gli istituti scolastici della città di Isernia, che nella giornata del 12 maggio 2026 hanno organizzato un corteo di protesta contro la chiusura del punto nascite dell’Ospedale Veneziale.

Una manifestazione partecipata e sentita, che ha visto protagonisti soprattutto i giovani, uniti nel difendere un presidio sanitario fondamentale per il territorio. Al termine del corteo, il direttore della Caritas diocesana ha preso la parola davanti a un folto pubblico, condividendo l’esperienza concreta dell’ente nell’accompagnamento di numerose partorienti, sostenute sia economicamente che logisticamente.

Nel suo intervento, il direttore ha sottolineato con forza il significato profondo della mobilitazione:

«Oggi non siamo qui soltanto per difendere un reparto ospedaliero, ma per difendere la dignità delle persone, delle famiglie, delle madri.

Chiudere il punto nascite non è solo una decisione sanitaria. È un ulteriore impoverimento di un territorio già fragile, che da anni fatica a trattenere i suoi giovani. Ma soprattutto significa caricare sulle spalle delle partorienti più vulnerabili un peso ancora più grande.

Come Caritas abbiamo accompagnato tante donne: mamme che hanno partorito qui, nel punto nascite dell’Ospedale Civile di Isernia, e altre costrette a spostarsi in strutture lontane, dentro e fuori la nostra regione. Sappiamo cosa significa davvero questa scelta.

Parliamo di donne che spesso devono fare i conti con difficoltà economiche concrete: spese di viaggio, alloggi, distanze che diventano ostacoli insormontabili. E sappiamo quanto sia doloroso, per una madre, dover lasciare il proprio bambino in ospedale per necessità cliniche e non avere nemmeno i mezzi per raggiungerlo ogni giorno.

Questo non è solo un disagio logistico. È una ferita profonda, che può segnare la serenità e l’equilibrio psicologico di una madre in un momento già delicato della sua vita.

Noi lo vediamo. Lo tocchiamo con mano. E non possiamo restare in silenzio.

Per questo oggi siamo qui: per dire che questa comunità non accetta di essere privata di un servizio essenziale. Per dire che la tutela della vita e della maternità deve essere una priorità reale, non solo dichiarata.

Uniamo la nostra voce a quella delle istituzioni che stanno lottando per mantenere aperto questo reparto. Facciamolo insieme, con responsabilità e con determinazione.

Perché difendere il punto nascite significa difendere il futuro di questa terra.»

Un messaggio forte, che ha raccolto l’attenzione e l’emozione dei presenti, rafforzando il senso di comunità e la volontà condivisa di tutelare un servizio essenziale per il territorio.