4 Maggio 2026

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La funzione rieducativa e i regimi extra murari della pena

Giovedì 7 maggio 2026 –

La Caritas diocesana di Isernia-Venafro all’Università di Salerno: un seminario tra teoria e testimonianza diretta

Il prossimo 7 maggio 2026, presso l’Università degli Studi di Salerno, si terrà un seminario di studi dal titolo “La funzione rieducativa e i regimi extra murari della pena”, che vedrà tra i protagonisti la Caritas Diocesana di Isernia-Venafro, rappresentata dal suo direttore.

L’invito rivolto all’ufficio diocesano non è casuale: da anni, infatti, la Caritas diocesana si distingue per il suo impegno concreto e continuativo nell’accoglienza e nel sostegno di un numero sempre crescente di persone sottoposte a misure alternative alla detenzione. Un lavoro silenzioso ma incisivo, che si colloca nel solco della funzione rieducativa della pena prevista dall’ordinamento italiano.

Il seminario si caratterizzerà per un approccio particolarmente innovativo. Accanto all’intervento del direttore della Caritas, prenderanno infatti la parola alcuni dei reclusi seguiti dall’ufficio diocesano. Le loro testimonianze offriranno agli studenti di giurisprudenza una prospettiva autentica e diretta sul sistema penitenziario, andando oltre le tradizionali trattazioni accademiche.

Elemento di forte rilievo sarà la partecipazione di un detenuto pluriergastolano, che terrà una lezione sul sistema carcere. Una scelta definita da molti come “pionieristica”, capace di rompere gli schemi consueti della didattica universitaria. Il suo intervento permetterà agli studenti di confrontarsi con una narrazione viva, concreta e profondamente umana delle dinamiche detentive, restituendo complessità e verità a tematiche troppo spesso affrontate in modo astratto e distaccato.

L’iniziativa rappresenta un significativo momento di dialogo tra mondo accademico, istituzioni e realtà del terzo settore, dimostrando come la collaborazione tra questi ambiti possa contribuire a una comprensione più completa e consapevole della funzione della pena e delle possibilità di reinserimento sociale.

In un contesto in cui il dibattito sul sistema penitenziario è sempre più centrale, esperienze come questa evidenziano il valore dell’ascolto e della testimonianza diretta, ponendo al centro la persona e il suo percorso di cambiamento.